Una tabella da inserire subito tra i preferiti. Spesso ci si chiede cosa significano le sigle utilizzate per l'identificazione dei cartoncini. In questo schema sono divisi per sigla, caratteristiche e provenienza; tutti i cartoncini a base "Pasta Legno", "Pasta Cellulosa" e "Fibra Vergine" sono di qualità superiore in termini di migrazione e macchinabilità. I "Base Macero", invece, sono qualitativamente più bassi, soggetti a migrazione; vengono, per questo, impiegati in astucci e contenitori in settori differenti dal Food (a meno che non rappresenti uno Strato Esterno Primario non direttamente a contatto con gli alimenti); grande impiego nell'Abbigliamento e nelle confezioni per gadgets.

Di norma, i cartoncini per astucci sono patinati sulla superficie esterna, in modo da garantire una buona stampabilità. Prima di esaminare nel dettaglio la struttura del cartoncino, osserviamo che esso è composto essenzialmente da una parte di sostanza fibrosa e da una patina superficiale costituita da una dispersione acquosa di pigmenti (caolino e carbonato di calcio) e di adesivi (amidi, lattici sintetici). Il disegno rappresenta la stratigrafia di un cartoncino “monogetto”, formato cioè da un solo strato di materia fibrosa. In ambito europeo viene oggi poco usato perché si preferiscono i cartoncini multistrato, anche quando la sostanza fibrosa è omogenea. La struttura “monogetto” viene in parte ancora utilizzata nella fabbricazione di cartoncini SUS (Solid Unbleached Sulphate) e SBS (Solid Bleached Sulphate) rispettivamente di pasta chimica greggia al solfato a fibra lunga e di pasta chimica bianchita al solfato a fibra lunga. Nella categoria SUS rientrano i cartoncini retro “kraft” ad alta resistenza meccanica e alla lacerazione, impiegati soprattutto nel settore del multipackaging di bottiglie e conosciuti anche come “carrier board”, spesso impiegati in versione resistente all’umidità (wet strenght) per conservare le loro caratteristiche meccaniche, in particolar modo alla lacerazione. I cartoncini SBS - noti come “pura fibra di cellulosa” - trovano impiego nel confezionamento di sigarette, di alcuni alimenti surgelati ad alto contenuto di acqua (opportunamente accoppiati per estrusione ai film di polietilene) e in diverse applicazioni ove sono richieste particolari prestazioni fisicomeccaniche o estetiche.

La migrazione è il trasferimento di sostanze dall'imballaggio ai prodotti alimentari confenzionati. Tutte le sostanze con massa molecolare inferiore ai 1000 Dalton sono interessate a questo processo. Minore, quindi, è la sua massa più facilmente una sostanza tende a migrare. Ma ci sono altri fattori che influenzano la migrazione:

  • La quantità di sostanze suscettibili di migrare
  • La struttura della confezione
  • Il tipo di prodotto confezionato
  • La temperatura di stoccaggio
  • Il tempo di stoccaggio
  • Il rapporto tra superficie di confezionamento e il colume del prodotto

Siccome le confezioni di carta sono generalmente utilizzate per alimenti secchi a lunga conservazione, il rischio di migrazione non deve essere sottovalutato. I fiocchi di mais, per esempio, sono confezionati in una grande scatola pieghevole con un peso relativamente basso di prodotto confezionato. In questi casi, il pacchetto deve essere progettato con uno strato aggiuntivo con funzione barriera realizzato con una pellicola di plastica. Per alcuni alimenti, può anche essere necessario incorporare una barriera assoluta realizzata in metallo

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